Egregio Sig. Sindaco,

Ci troviamo purtroppo nel mezzo di un lungo e inaspettato periodo di emergenza sanitaria che a partire dallo scorso 22 febbraio ha inesorabilmente cambiato le nostre vite e la nostra quotidianità a livello sociale, emotivo, psicologico, fisico, professionale ed economico. Siamo stati investiti da una situazione imprevedibile, che mina la nostra sicurezza e quella dei nostri cari. 

Siamo consapevoli del fatto che l’Amministrazione Comunale sia il terminale ultimo delle azioni politiche ed amministrative, che sfociano nel contatto diretto con le persone attraverso azioni con diverse finalità: sanitarie, di controllo, nonché di sostegno economico ed assistenziale.

Per questo motivo vogliamo innanzi tutto esprimere un sincero ringraziamento alla Giunta, ai funzionari, ai medici, alla Protezione Civile (auspichiamo, nella gestione della emergenza in corso, che vi sia una valorizzazione del ruolo del Gruppo Comunale di Protezione Civile, con un maggior coinvolgimento nella fase decisionale e programmatica) e a tutti i volontari in prima linea e sullo stesso fronte contro questa emergenza sanitaria.

Ogni giorno ricordiamo di essere parte dell’Amministrazione Comunale, e in qualità di Consiglieri è nostra intenzione essere parte attiva, costruttiva e sinergica. Verrà il momento in cui nelle sedi opportune saremo ufficialmente chiamati ad esprimerci relativamente alle delibere atte a ripartire.

Per il momento, dove non possiamo collaborare direttamente, ci limitiamo ad esprimerci senza polemica con alcune osservazioni, che speriamo possano essere da Voi prese in considerazione nell’attuazione di tutte le misure necessarie in questo momento delicato.

Sin dall’inizio di questa crisi la nostra preoccupazione è stata quella che l’Amministrazione Comunale si dotasse, sin da subito, di strumenti necessari per fronteggiare tempestivamente le esigenze ed urgenze emergenti, consapevoli che, spesso, le procedure amministrative mal si conciliano con la velocità di intervento, richiesta dalle situazioni di crisi.

In quest’ottica vi abbiamo invitato ad appostare opportune e conseguenti variazioni al bilancio di previsione, modificando lo schema approvato dalla Giunta in modo da destinare alcuni capitoli di spesa destinati specificatamente all’emergenza COVID. Per eliminare il dubbio che la nostra fosse un’iniziativa strumentale, non abbiamo agito unilateralmente, ma abbiamo richiesto un incontro nel corso della quale abbiamo esposto i nostri obiettivi e gli strumenti da noi individuati, dando ampia disponibilità ad un tavolo di discussione.

A fronte di questa nostra apertura, salva un’iniziale manifestazione di interesse del Sig. Sindaco, non abbiamo riscontrato una reale volontà collaborativa dell’Amministrazione, anzi non possiamo esimerci dal denunciare, in alcuni componenti della Maggioranza, un atteggiamento dilatorio, concretizzatosi nella convocazione di una conferenza che non aveva altro scopo se non quella di comunicare l’aprioristica chiusura. 

A fronte di tale atteggiamento, abbiamo comunque formalizzato una nostra proposta, depositando un emendamento al bilancio con il quale chiedevamo di stanziare un fondo di emergenza per il Gruppo Comunale di Protezione civile (euro 3.000) oltre che aumentare di euro 9000 il capitolo dei contributi a favore delle persone in stato di bisogno.

Non nascondiamo di aver trovato irrispettose alcune dichiarazioni rilasciate alle testate locali circa una nostra mancata collaborazione dovuta ad un’assenza ampiamente giustificata allo scorso Consiglio Comunale (a tal proposito rinnoviamo la nostra richiesta di poter convocare telematicamente – se necessario, in deroga al regolamento – la seduta che dovrà tenersi entro fine mese).

In seguito abbiamo apprezzato l’invito del Sindaco ad una riunione per condividere i criteri per la distribuzione del contributo di circa 32 mila euro, finalizzato all’emergenza alimentare, riunione di cui abbiamo chiesto la sospensione per rispetto nei confronti dell’Assessore Giuseppe Redaelli, cui rinnoviamo le nostre sincere condoglianze per la perdita della cara mamma. Abbiamo dato il via libera ai lavori, confortati dal fatto che i criteri per la distribuzione del contributo fossero normati da indicazioni univoche fornite dall’Ufficio di Piano.

Nei giorni scorsi abbiamo avuto modo di prendere visione dei criteri stabiliti dalla Giunta per accedere al contributo alimentare (e abbiamo esaminato anche i criteri applicati da molti comuni limitrofi con caratteristiche simili al nostro, non riscontrando omogeneità d’azione). Dopo un’attenta analisi non nascondiamo di volere condividere con voi i nostri dubbi circa l’efficacia dei criteri atti a soddisfare il bisogno: in particolare temiamo che i criteri siano così stringenti che possano escludere dal beneficio economico tante categorie di persone che potrebbero averne necessità. Per questo motivo e per poter avere una visione più chiara e distaccata, vorremmo rivolgervi alcune domande circa le motivazioni che vi hanno portato a tali scelte. Sia chiaro, i seguenti quesiti non sono da intendersi come interrogazioni ufficiali, ma sono l’unico strumento che ci permettono oggi di porci in modo propositivo e senza polemica in una posizione tale da svolgere in modo utile e costruttivo il nostro ruolo di Consiglieri, pertanto vi saremo grati se vorrete risponderci.

• Avete una stima delle risorse che potranno concretamente essere usufruite dalla cittadinanza? Su quali basi avete ipotizzato il numero delle richieste che potrebbero pervenire all’ente?  Il principio di base dovrebbe essere l’utilizzo completo del fondo messo a disposizione.

• Quale è stato il criterio adottato per stabilire la misura di un’entrata di 300 euro per il mese di marzo (da incrementare in base ai componenti del nucleo familiare) quale requisito iniziale per accesso alla misura di sostegno al reddito?

• Come intendete relazionare, ammesso che vogliate farlo, la misura in oggetto con quanto previsto dall’articolo 109 dl 18/2020 secondo il quale gli Enti Locali possono utilizzare la quota libera dell’avanzo di amministrazione per il finanziamento di spese correnti connesse con l’emergenza in corso?

• Come intendete relazionare la misura in oggetto con il bilancio preventivo 2020 appena approvato? Avete individuato dei capitoli di spesa che (pensiamo per esempio ai fondi stanziati per manifestazioni pubbliche) che possano essere stonati a favore di fondi a sostegno del reddito delle famiglie in difficoltà?

• Le misure ad oggi adottate possono essere soggette a modifiche in corso d’opera qualora la quantità e la tipologia delle richieste pervenute richiedessero di rivederne i criteri sulla base di oggettive considerazioni future? (non dimentichiamo che si tratta di una situazione imprevista ed imprevedibile). 

Dalla lettura delle misure urgenti che avete pubblicato e sulla base di quanto sopra emergono alcune considerazioni:

• La misura di verifica di accesso al contributo relativa alla percezione di un reddito di 300 euro (a salire) ci sembra troppo stringente in quanto esclude a priori anche le famiglie monoreddito in cui un lavoratore dipendente abbia percepito lo stipendio di febbraio nel mese di marzo. Il parametro in oggetto sarà “mobile”? Saranno previsti parametri differenti di accesso per i mesi successivi? Non se ne capisce bene la logica e siamo già in Aprile.

• Il punto 4 delle misure lascia discrezionalità in merito a situazioni di particolare fragilità. Ebbene questa misura, che in linea di principio appare condivisibile, andrebbe, tuttavia relazionata solo con la consapevolezza di arrivare ad esaurire il fondo messo a disposizione, ed in ogni caso andrebbero stabiliti ulteriori parametri oggettivi.

• Nella descrizione della procedura amministrativa si fa riferimento alla riduzione del buono in misura pari a quanto già percepito in misure a sostegno del reddito. Per quanto riguarda questo punto avrebbe maggior senso utilizzare questa verifica al fine di stabilire le condizioni di priorità di accesso alla misura ma non alla riduzione del buono in pari misura. Cosi impostata viene esclusa tutta la platea di lavoratori dipendenti che abbiano percepito la cassa integrazione, ma anche tutti gli artigiani e commercianti che abbiano fatto richiesta del bonus 600 euro.

In conclusione, a nostro avviso sarebbe opportuno eliminare la soglia verifica della misura dei 300 euro quale vincolo per accesso al fondo ed introdurre in sostituzione criteri di apertura “per gradi” che consentano la fruibilità del fondo alla maggiore cittadinanza possibile o che comunque possa garantire l’intero utilizzo dei fondi messi a disposizione.

Accanto a questa misura di prima necessità per il contrasto all’emergenza alimentare, le famiglie, le imprese, e gli altri soggetti più colpiti dalla crisi attendono altre risposte. A nostro avviso, anche l’Amministrazione Comunale potrebbe fare la sua parte introducendo misure di sostegno.

Come si può fare? Abbiamo sopra menzionato la norma di cui all’articolo 109 comma 2 del DL 18/2020:

“Per le finalità di cui al comma 1, in deroga alle modalità di utilizzo della quota libera dell’avanzo di amministrazione di cui all’articolo 187, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ferme restando le priorità relative alla copertura dei debiti fuori bilancio e alla salvaguardia degli equilibri di bilancio, gli enti locali, limitatamente all’esercizio finanziario 2020, possono utilizzare la quota libera dell’avanzo di amministrazione per il finanziamento di spese correnti connesse con l’emergenza in corso.

Entro la fine di Aprile il Consiglio Comunale approverà il Bilancio consuntivo relativo all’anno 2019 che quasi sicuramente sarà accertata una quota libera di avanzo di amministrazione capiente per importanti interventi.

È necessario, allora, approvare contestualmente una variazione di bilancio, con la quale, avvalendosi della facoltà sopra menzionata, vengano appostate somme considerevoli per finanziare misure straordinarie in vista della crisi economica che sicuramente seguirà alla crisi sanitaria. 

Occorre farlo ora, subito, attraverso una buona programmazione, prima di trovarsi di fronte a situazioni spiacevoli o eccessivamente compromesse.

Pensiamo in particolare che sia necessario finanziare le risorse economiche atte a costituire dei fondi attraverso i quali erogare tramite bando finanziamenti, a fondo perduto, a favore dei soggetti, direttamente o indirettamente, colpiti dalla crisi. A tal fine proponiamo:

• un fondo per le imprese non inferiore ad euro 50.000 mila;

• un fondo per le famiglie non inferiore ad euro 25.000 mila;

• un fondo per il terzo settore, le associazioni di volontariato, sportive e culturali non inferiore ad euro 15.000.

Inoltre, qualora la parte libera dell’avanzo fosse capiente gli stanziamenti potrebbero essere incrementati proporzionalmente.

Chiediamo in questa fase delicata di non addurre, ove vi sia un barlume di possibilità di attuazione di misure utili, ostacoli procedurali o burocratici: non ci risulta la presenza di debiti fuori bilancio o situazioni di squilibrio finanziario. Siamo certi di trovare il suo appoggio nell’affermare che non è questo il momento della burocrazia, ma del coraggio e della prontezza.

Approfittiamo inoltre di questa lunga missiva, per richiamare la vostra attenzione sulla situazione della scuola in particolare dell’attività didattica, consapevoli che questa non sia di diretta competenza dell’ente. Ci appelliamo però in qualità di amministratori al diritto costituzionale all’istruzione, che ora più che mai deve essere salvaguardato. Siamo seriamente preoccupati e ci uniamo al grido di allarme lanciato da alcuni genitori. Comprendiamo che ci troviamo in una situazione di carattere eccezionale, ma non abbiamo riscontrato nelle istituzioni scolastiche locali una reazione adeguata e comparabile ai servizi comunque garantiti in altre scuole pubbliche di Comuni a noi vicini. 

Chiediamo, quindi, da una parte, se risultino anche all’Amministrazione segnalazioni e lamentele delle famiglie circa disservizi e criticità del sistema scolastico locale e, quindi, se l’Amministrazione abbia aperto un tavolo di confronto con la Direzione Scolastica al fine di valutare le misure messe in campo per assicurare la continuità e la qualità del servizio didattico, ipotizzando eventuali interventi migliorativi.

Chiediamo, inoltre, se l’Ufficio Servizi Sociali sia intervenuto per verificare se siano state salvaguardate le necessità dei bambini con particolari bisogni educativi e dei bambini appartenenti a nuclei famigliari in difficoltà economica, ad esempio verificando che siano dotati dei supporti telematici necessari per la didattica a distanza (per i quali gli istituti scolastici hanno ricevuto 85 milioni di euro). 

Sempre relativamente al tema dell’istruzione, chiediamo infine se sia stato aperto un tavolo di confronto con le Scuole dell’Infanzia paritarie, al fine di valutare se il contenuto e le previsioni della convenzione in essere siano ad oggi idonei a supportare gli enti in questa situazione eccezionale.

In ultimo gradiremmo essere aggiornati circa un argomento purtroppo balzato alle cronache di questi ultimi giorni. Ci riferiamo alla situazione drammatica in cui si trovano parecchie RSA nelle quali si sono riscontrate elevate percentuali di contagio, tanto tra gli ospiti che tra gli operatori: per questo, vorremmo se possibile avere informazioni circa la situazione della struttura privata presente sul nostro territorio.

In conclusione, rinnoviamo il nostro sincero ringraziamento per aver accolto la nostra proposta relativa all’iniziativa di pulizia straordinaria dei cimiteri. Con lo stesso spirito di collaborazione, che ha contraddistinto sin dall’inizio della crisi il nostro agire, vanno interpretate le proposte e le richieste contenute nella presente ed auspichiamo, per contro, da parte vostra un ampio coinvolgimento, convinti che in questo momento di crisi si debba fare rete, valorizzando tutte le intelligenze e le risorse del territorio.

Con stima e rispetto per il vostro ruolo ed il vostro impegno, cogliamo l’occasione per augurare a voi e alle vostre famiglie una serena Pasqua.

Distinti Saluti,

F.to 

Giuseppe Motta

Vera Dell’Oro

Antonio Squitieri

Silvia Zamprogno