Per un mese intero abbiamo invano cercato di capire la soluzione prospettata di fronte alla scissione dei consiglieri Mattioli, Formenti e Redaelli.
La maggioranza non esiste più: serve un atto di coraggio e responsabilità, stacchiamo la spina.
Siamo certi che il Commissario Prefettizio saprà fare meglio dell’attuale maggioranza…

IL FATTO

Venerdì 2 aprile 2021 i consiglieri di Fare Bene Comune, constatata l’assenza di una maggioranza che possa rappresentare i Cittadini del Comune di Briosco come da espressione del voto emerso dalle urne durante le elezioni amministrative del 26 maggio 2019, hanno rassegnato dimissioni congiunte, insieme agli esponenti dei gruppi consiliari Forza Italia e Insieme in Comune.

Nel nostro ruolo di rappresentanti dell’opposizione, pur di fronte ad una decisione che lascia senza un governo politico il paese, non avevamo altra scelta se non rassegnare a nostra volta le dimissioni dalla carica di Consiglieri Comunali. Non potevamo accettare che il Comune fosse amministrato da una coalizione privata di un’importante componente, ovvero da un gruppo di persone diverso da quello votato.

L’insanabile frattura, o meglio il definitivo divorzio, altro non è se non l’atto conclusivo di una lunga vicenda di dissapori e aspre divergenze che il Sindaco non è stato in grado di mitigare, dimostrandosi incapace di tenere unita e guidare la sua squadra.

RESPONSABILITÀ

Abbiamo scelto di dimetterci per senso di responsabilità, la stessa responsabilità che invece è mancata in questo mese lungo e logorante alla maggioranza ed in primis al Sindaco.

Dopo la scissione dei consiglieri Mattioli, Formenti e Redaelli, preso atto che la frattura era divenuta insanabile, il Sindaco, di fronte all’evidenza che la sua “maggioranza” non aveva più i numeri, avrebbe dovuto determinarsi a rassegnare le dimissioni dalla carica.

Il Sindaco, invece di fare un passo indietro, con un atto di realismo prima ancora che di umiltà, ha preso tempo, allungando l’agonia della propria maggioranza, guidato dal proprio orgoglio personale più che dal bene dell’Amministrazione Comunale, cui poco giova ed anzi nuoce lo stato di incertezza e precarietà della propria guida politica.

COLLABORAZIONE

Durante la legislatura abbiamo più volte chiarito la nostra posizione contro un’amministrazione di cui non condividevamo né l’operato né la capacità di rispondere ai reali bisogni della cittadinanza, anche per quanto riguarda la gestione economica dell’emergenza Covid.

Non nascondiamo però che, con senso di correttezza istituzionale, avremmo anche valutato di consentire l’approvazione del Bilancio, a determinate condizioni e partecipando attivamente alla stesura dello stesso. Ovviamente non avremmo mai accettato di essere la stampella di una maggioranza amputata, ma eravamo aperti al dialogo ed al confronto, come lo siamo sempre stati. Sarebbe bastato che il Sindaco, con estremo gesto di umiltà, avesse chiesto la nostra collaborazione: invece, anche in questo mese, non abbiamo mai ricevuto alcuna chiamata.

COERENZA

Se il Sindaco ha invece ritenuto di non voler cercare appoggio al di fuori della sua stretta cerchia, avrebbe almeno dovuto dimostrare di saper contare fino a 13. Constatando la mancanza della maggioranza, avrebbe dovuto poi rileggere la sua lettera inviata in data 26 gennaio 2021 al Presidente della Repubblica, in cui lo invitava a rimettere nelle mani degli elettori il governo del nostro Paese nel momento in cui non aveva più i numeri per rappresentare la maggioranza.

LE FARNETICAZIONI

Adesso il Sindaco, insieme a quel che resta della maggioranza, si prenda le proprie responsabilità per non aver cercato di approvare il Bilancio entro marzo, come da previsione. Chi è causa del suo mal pianga sé stesso. La scelta di non aver voluto convocare il Consiglio per procrastinare la mediazione è imputabile solo al Sindaco.

Le ultime miserabili comunicazioni dell’Assessore al Bilancio a mezzo stampa sono state uno stimolo ad accelerare la formalizzazione delle nostre dimissioni. Ricordiamo che l’Assessore Bello, nel proprio curriculum vanta già l’esperienza di amministratore “dimissionato”: evidentemente deve avere una sorta di predestinazione in tal senso e, forse, dovrebbe trarne le dovute conseguenze, anziché uscire a mezzo stampa con un canto del cigno fatto di terrorismo mediatico e millantate mani nei portafogli dei brioschesi.

Vogliamo rassicurare i Cittadini, poiché qualsiasi funzionario sarà in grado di intervenire per mitigare le tariffe della Tari e portare avanti il pubblico esercizio con gli strumenti tra l’altro già individuati negli atti approvati dalla Giunta, tra cui lo schema di bilancio, che passeranno nelle mani del Commissario Prefettizio. Non c’è nulla che il Commissario non possa fare come e meglio di questi dilettanti, che da un mese non permettono ai funzionari di lavorare in modo proficuo, prorogando l’agonia dell’ente.

Giuseppe Motta, Vera Dell’Oro, Squitieri Antonio, Silvia Zamprogno